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martedì, 20 ottobre 2009

Primarie...post in progress

Allora io domenica sono a Milano... per poter votare alle primarie...mumble..mumble...devo provare a registrarmi nella sede provinciale come fuori sede a Milano, ma non lavoro lì mi faranno votare lo stesso? Mah, in fondo loro che ne sanno di dove sono fuori sede?



..Potrei votare a Roma, ma arriverò a ciampino domenica alle 17, riuscirò ad arrivare al seggio romano per gli immigrati lavoratori entro le 20? (che cazzo di orario è le 20 per chiudere dei seggi?)



Insomma mi tocca registrami in tutte e due le città...Roma e Milano.

(agg. 21 ottobre) Eh, no mi hanno detto che non posso registrarmi in ambedue le città, perché se no sono fuorilegge, oppure poi devono comunicare tra loro tra Milano e Roma, come dire …il piccione viaggiatore sarà più veloce…

Non ho la scheda elettorale, si voterà anche senza? Me la dovrei far mandare dai miei da Salerno entro mercoledì prima di partire giov. mattina per Milano, ce la farò? E se poi le poste la perdono? (l'avevo la scheda elettorale la prima volta che ci sono state le primarie e vivevo ancora a Milano? Non ricordo...ricordo che votai Bertinotti quando a mio padre a casa dissi che votavo Prodi, ihihihi)...e stavolta dovrò far casino sempre col babbo perchè gli dovrò spiegare come voto vivendo a Roma ma essendo nel weekend a Milano...senza dirgli che voterò Marino, mentre lui voterà per Bersani...anche la seconda volta che siamo andati a votare alle primarie insieme, tutta la family Citro al comune del paesello, io ho detto che votavo Walter (come il babbo) e invece ho votato la Bindi. Che visto l’andazzo delle ultime settimane tra poco una rivoluzione me la fa proprio lei, altrochè, chi l’avrebbe mai detto, con la sua sagacia.



Domenica (18 ottobre) tra l'altro alle 11 di mattina Ignazio faceva interviste davanti al red carpet della Festa del cinema a Roma…perchè??!! Diciamo che ci metto tutta la mia buona volontà ma sono un po' confusa...certo Pierluigi “un senso a questa storia” che è stata lo vuole ancora dare…forse qualcuno ancora si ricorda quel che siamo stati, da dove veniamo, mah…


Tra l'altro per registrarmi basterà telefonare alla sede provinciale o devo andarci fisicamente? Spero di no...certo se qualcuno rispondesse al telefono in queste sedi di partito…sarebbe bello…la politica vicino al cittadino…macchè, il cittadino deve rincorrerla la politica… (agg. 21 ottobre) Eh, no non basta telefonare, bisogna andare lì al quarto piano di una sede provinciale, di un vecchio palazzo del centro di Roma, in un ascensore claustrofobico (metafora della politica italiana?) all’ingresso della sede c’è un divano sfondato, nell’ufficio scatoloni e miriadi di volantini e spazzatura abbandonata (noi di sinistra non badiamo alle apparenze, Betta ricorda telo!), la dichiarazione per votare fuori sede la scrivo su un foglio riciclato (eh, sì noi di sinistra siamo anche ecologisti).


E poi “Comunque per votare non è obbligatoria la tessera elettorale ma è meglio averla” (??), e che significa, scusate? Comunque ragazzi, mi manderanno una mail per comunicarmi il mio seggio; che avanguardia! “Tu controlla la mail” – mi dice. Le faremo sapere…insomma…to be continued…


Intanto venerdì alle 19 Marino sarà a Milano allo Shocking Club (bt credo sarà lì per voi…), che è un locale gay, ma certo il nome se ricollegato al PD non è proprio senza un perché…sempre più malinconia


Mi sento un po’ triste dopo questo pezzo… 


Ma parto dal concetto che mi piace l'idea delle primarie, per questo vado sempre a votare, sento mio il concetto di consultazione popolare per decidere qualcosa, qualsiasi cosa, andrei a votare anche ai referendum in fabbrica indetti dal sindacato se me lo facessero fare.


Per cui votare alle primarie non è legato al MIO riconoscimento del partito democratico, ma neanche posso ogni elezioni cambiare partito che voto, rincorrendo le varie formazioni di pseudo sinistra che si formano ogni volta (sinistra e libertà, grillo, di pietro, e chi ne ha più ne metta ecc..ecc..). Forse a questo punto hanno ragione quelli che non votano…ma io non ci sono mai riuscita ad astenermi.


INTANTO SABATO VORREI ESSERE ANCHE QUI ..PER L'AQUILA E TUTTI GLI AQUILANI, MA L'UBIQUITA' NON L'HO ANCORA...SPERO PERO' DI AVERE ANCORA UN PO' DI CORAGGIO PER ESPRIMERE LIBERAMENTE E CON L'UMORISMO (CHE NON FA MAI MALE) LE MIE PICCOLE E IMPERFETTE IDEE...


mercoledì, 09 settembre 2009

Io sono comunista

… e rinnego il film “Ombre rosse” di Maselli. Rinnego la musica classica sopra le immagini dei ragazzi dei centri sociale e le loro attività di solidarietà e di vita in comune…se sento un’altra musica di piano su scene di vita quotidiana urlo! Rinnego i corpi nudi per far vedere che siamo di sinistra, la promiscuità, dormire tutti insieme,  perché siamo di sinistra, le idee banali, le ideologie da cartolina, i valori precostituiti, i dialoghi da schifo.



Rinnego le riprese da fiction con lo zoom manuale anni 80, i primi piani fuori fuoco con un altro personaggio dietro in lontananza, i primi piani ebeti dei personaggi…stavo per alzarmi dalla poltrona e uscire dal cinema dopo 10 minuti e per me è una cosa rarissima una reazione del genere.


Rinnego i personaggi del film stereotipati: la donna che comanda e salva tutto il centro sociale, l’ideologo del centro sociale in crisi autodistruttiva, il comunicatore del centro sociale che si vende per soldi, l’attivista santa che occoglie come missione i poveretti nel dormitorio, l’intellettuale fuori dalla realtà, la direttrice di giornale concentrata su se stessa, l’architetto di sinistra commerciale alla Fuksas, la moglie dell’architetto sessantottina che accetta i tradimenti del marito in casa, l’assistente giovane idealista e sognatore dell’intellettuale, l’attivista di rifondazione che fa propaganda e proposte di legge per ogni filo d’erba, il provocatore di turno cacciato dall’assemblea, gli attori egocentrici e concentrati su sé stessi, (anche se la scena più bella  è quella degli attori che fanno le prove non avendo più lo spazio nel centro sociale, a piazza flaminio, a porta maggiore, al parco, che si riappropriano dello spazio delle strade come spazio da vivere, comune, pubblico, davvero!)


Rinnego il morto e il funerale nel film sotto la pioggia, a metafora della morte di un sogno …brividi di orrore…rinnego il fermo immagine degli intellettuali nel finale raggelati (come me vedendo il film) dalla presunta vittoria della destra, come se questo cambiasse qualcosa nei loro discorsi che si contorcono su loro stessi…


E se Cosmonauta secondo OC (che non è il telefilm, anche se a lui piacerebbe molto) “insegna alle ragazze di sinistra che, ad essere troppo rigide e mettersi le birkenstock, si rischia di restar zitelle”, Ombre Rosse fa vedere che le ragazze di sinistra sono tutte belle: con le tette piccole, i capelli a coda lisci, (???), le canotte simili a mostrare le belle spalle, i piedi puliti nonostante vivano in un ex cinema semi distrutto senza pavimento e hanno sempre ma sempre le gambe, le ascelle e il bikini perfettamente depilato…forse io sarò anche comunista, ma loro però sono depilate sempre! Sarà per un accordo fatto con la questura nel momento dell’occupazione?

 



postato da: trendinterinale alle ore 22:42 | link | commenti
categorie: cultura, politica, riflessioni, surreale, proteste, corpo sangue
martedì, 14 luglio 2009

Diritto alla rete

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postato da: trendinterinale alle ore 09:33 | link | commenti (1)
categorie: proteste, manifestazione
martedì, 07 luglio 2009

Il mio g8 dei sogni

La mia memoria oggi va a un passato recente di sogni infranti e a una rabbia di cambiamento che non è cambiata. Che è forte oggi più di ieri.




Nel 2001 per un altro G8 io domenica sera partivo con i miei amici da Salerno per andare a seguire il controvertice. Ingenua e piena di speranze, con un padre di sinistra che aveva paura per me e aveva rifiutato di accompagnarmi alla stazione e di pagarmi il viaggio. Che al ritorno mi sarebbe venuto a prendere a Avellino la domenica mattina e negli anni non mi avrebbe mai chiesto che era successo. Come era andata, come stavo.




Quante emozioni in quella settimana di controvertice, quante persone viste, ascoltate, quante cose viste che si sono perse nella memoria e nelle tante emozioni.




Mi ricordo la manifestazione dei migranti del giovedì, con le persone che da Salerno ascoltavano la radio e ricevevano notizie di scontri e appostamenti della polizia, e ci telefonavano, loro da 600/700 km di distanza per avvertirci del pericolo. Anche la controinformazione può fare danni e creare panico in chi è lontano. Noi andavamo avanti con il nostro corteo bellissimo e vivo.




Tutte le discussioni sul partecipare o no alle azioni dimostrative del venerdì per violare la zona rossa. Io che le tute bianche le ho sempre schifate e non me ne fregava niente di usare mazze e sfondare. Io l’ho vista la zona rossa, me la ricordo ancora, quelle grate alte fino al cielo che erano state costruite per ostruire anche i più piccoli vicoli di quella Genova fantasma. E un poliziotto ad ogni ingresso. Era incredibile pensare che avevano chiuso tutte le entrate e le uscite possibili. Di una città belle a viva come Genova che ci veniva a trovare nei tendoni del controvertice durante la settimana, mi ricordo una coppia di signori dell’età dei miei genitori che era venuta per vederci, per conoscerci, che dolci!




Venerdì alla fine siamo andati con un gruppo di stranieri a mostrare le nostre mani dipinte con la vernice bianca davanti a un ingresso della zona rossa e siamo stati circondati dalla polizia e siamo potuti uscire solo in fila indiana e perché allora (a differenza del sabato notte alla Diaz) la polizia rispettava ancora gli stranieri.




Mi ricordo l’ignoranza dei giornalisti che si vedevano al media center, delle stronzate che dicevano al telefono con la redazione a Roma e Milano, di quanto poco sapevano di quello che facevano e specie quanto poco gliene fregava. Mi ricordo gli elicotteri, notte e giorno, giorno e notte, che ci passavano in testa, ci sfioravano la testa, tanto che volavano basso. Ci svegliavano la mattina con il loro rumore e andavamo a dormire con il loro rumore e i loro fari che ci sorvegliavano nelle tende. Mi ricordo la tenda enorme bianca stesa sullo stadio dove dormivano, piena, strapiena di sacchi a pelo, la fila per la doccia la mattina, il buongiorno dato agli amici la mattina, l’attraversamento del ponte di fronte allo stadio per andare a comprare le briosce calde dal forno che ci accoglieva con un abbraccio. La gentilezza dei genovesi…







Mi ricordo il concerto di Manu Chao, l’oratoria inglese di Nick  capo di un gruppo antagonista dell’Inghilterra che faceva le sue riunioni sotto la tenda a piazzale Kennedy, in piedi sulle panche e l’oratoria romana della sua compagna italiana che ci traduceva le sue parole. Mi ricordo le cene a prezzo popolare con Fra Luca, un frate giovanissimo e bellissimo che era venuto per protestare con noi.




Mi ricordo gli autobus pieni  scortati dalla polizia che ci portavano da piazzale Kennedy ai campeggi per dormire la sera dopo il venerdì del sangue di Giuliani, per evitare assemblamenti mentre tutto il mondo guardava la diretta della Rai con Gad Lerner sui disordini, sulla morte a Genova. Sulla confusione del pomeriggio quando non si capiva cosa era successo, prima si diceva che i morti fossero 2, 4, poi che fosse un barbone il morto, uno straniero…ma cosa me ne fregava di chi fosse? Io sapevo solo che era morta una persona, mentre protestava come noi, mentre sorrideva come noi davanti alla polizia schierata a ogni metro della città per non mostrare la paura; come era possibile che fosse successo?!!




Le forze dell’ordine, giovani, tanti, tanti, quanti erano…seri, immobili, i poliziotti, i carabinieri, i finanzieri, li guardavo, li scrutavo, mi avvicinavo cercando nei loro occhi una vicinanza umana, di età, di sogni, che so che ci doveva essere…che so che c’era, ma che pure non vedevo, spaventati anche loro, più di noi, per come ci avevano descritto…facironosi, terroristi, comunisti, delinquenti, rivoluzionari, ecc…ecc…




Mi ricordo il corteo di sabato, quando ci spingevano a camminare avanti, a non girarci indietro, perché l’avremmo capito dopo, il corteo dietro veniva caricato. Le persone affacciate alle finestre che ci salutavano, le notizie false di un g8 sospeso per le proteste…noi andavamo avanti con i sorrisi rassicuranti e i discorsi dal palco di chi cercava di portare più persone salve all’arrivo…solo la sera ritornati a piazzale Kennedy abbiamo visto cosa era successo…la strada con i suoi negozi tutta annerrita, tutte le macchine bruciate, i pali della luce per terra…una visione da Inferno di Dante…ma cosa c’entravamo noi con questa gente, con questi black block che pure qualcuno di noi aveva visto prepararsi in disparte da qualche parte. Apparivano e sparivano e lasciavano l’inferno senza curarsi di chi c’era attorno, dei migliaia di manifestanti che lasciavano alle prese con le conseguenze e le cariche delle loro azioni.




Non voglio qui fare discussioni politiche, voglio solo raccontare, queste sono cose che non ho mai scritto, neanche nei giorni successivi all’accaduto, che ho raccontato forse a pezzi a qualcuno, i miei ricordi, di quei 5 giorni in cui avremmo dovuto mettere in cantiere e conoscerci tutti per costruirlo davvero un altro mondo. Dopo un anno di lavoro, manifestazioni, incontri, social forum, eravamo lì in tanti con lo stesso percorso fatto e gli stessi occhi lucidi alla fine di un sogno…




Mi ricordo Tony Capuozzo il giorno dopo, la domenica su Canale 5 che partiva da quella strada annerrita per raccontare un nulla, uno sfacello, una vergogna che non era il mio g8, che non era quello per cui avevo parlato, urlato, che avevo ascoltato a Genova. Non era il mio g8, era una parte di g8 che non mi rappresentava, che non ero io! Io ero quella che veniva abbracciava come una sopravvissuta dagli amici che erano rimasti a Salerno alla riunione il giorno dopo il rientro, perché erano felici di vedermi ancora VIVA…come se fosse un miracolo…quella che si svegliava di colpo per il suono del telefono, la domenica sera quasi al buio nel suo letto in un bagno di lacrime per la paura e gli incubi appena fatti…




Un altro mondo possibile dovrebbe far piangere di gioia non di rabbia…e invece dopo 8 anni mi ritrovo di nuovo qui per un nuovo g8 a piangere, ancora e sempre di RABBIA!!





sabato, 30 maggio 2009

Giovani, belli e specie sfigati...

http://www.la7.it/approfondimento/dettaglio.asp?prop=ottoemezzo&video=26824



vi metto il link di questo video (non metto il video perchè parte immeditamente)...ascoltate i giornalisti, quello che dicono e la loro superficialità fanno vergognare dell'informazione italiana...è sempre bello scoprire quanta cultura quanto poco forma...



Libro "Giovani e belli" di Concetto Vecchio

lunedì, 18 maggio 2009

Strade di merda

Sono settimane che rifletto su questo concetto: sul fatto che le strade le sentiamo meno sicure perché non le sentiamo nostre. Ma le strade non hanno un proprietario, sono di tutti, fanno parte del patrimonio sociale di ognuno di noi, e come tali devono essere amate e rispettate. E invece no,si usano per scappare, per raggiungere un punto o l’altro dei propri impegni. Ma non si amano, non si guardano. Così come non si guarda la persona, le persone che le percorrono con noi. Siamo convinti che non ci appartengano le strade e quindi quello che succede lì non ci riguarda, la vecchina che ha bisogno di aiuto, il mendicante…perché non ci salutiamo con chiunque incontriamo per strada? In fin dei conti siamo tutti abitanti della stessa città, perché non salutiamo le persone o l’autista quando saliamo sull’autobus? Perché permettiamo che i nostri cani caghino e non raccogliamo la loro merda, su queste strade dove camminiamo anche noi, anche i nostri bambini quando li accompagniamo a scuola. Questo è mancanza di rispetto per noi stessi, prima che per gli altri…non ci frega di camminare tra le merda del nostro cane tanto è per strada…



Per questo non ci sentiamo sicure a tornare a casa la notte, ma anche di giorno, oramai con questo allarme sicurezza ad ogni ora…perché la strada non è più vissuta dalla gente, la piazza non esiste più, se non per consumare nelle gelaterie e nei bar in estate per il caldo. Se tutti/tutte andassimo in giro anche la notte tranquillamente, se fossimo aperti alle uscite anche infrasettimanali di sera, come succede in altri paesi europei come in Spagna, se non ci fosse questa distanza abissale di cultura tra le generazioni, questa dipendenza da reality e tv che ci rincretinisce…queste città che non offrono nulla e ci portano al ripiegamento nelle nostre case, nei nostri salotti, al nostro individualismo familiare. Non è solo colpa del clima, del freddo, culturalmente con l’aumento delle possibilità private abbiamo perso le possibilità di integrazione tra gli individui, non si sta più per strada per passeggiare, per parlare con la vicina, ma solo per spendere. Il non luogo strada ci ha tolto l’appartenenza alla città. O è il non luogo politica che i cittadini non sentono più loro che ci ha tolto il senso di appartenenza alla realtà comune?



Troppo proclama politico?!? Si vede che questo weekend ho visto il film su Che Guevara? : )


venerdì, 17 aprile 2009

Pensione: un ventenne integrativo?



Una persona più piccola di me di qualche anno con cui parlavo oggi, mi ha detto: “Beh, almeno voi la pensione la prenderete!” . Cosa?!? Cioè io trentenne e poco più, rientro già, per chi ancora deve entrare nel mondo del lavoro, come colei che vive una situazione diversa, con più privilegi rispetto a loro? E’ no! Io fare la fine di quella che non sa cosa significa precariato o mancanza di futuro o mancanza di pensione non ci sto…il precariato,l’agenzia interinale, il contratto a progetto l’hanno inventato per noi, per quelli della nostra età. Forse noi non abbiamo fatto abbastanza per contrastarlo e quindi siamo colpevoli di aver accettato anche inconsapevolmente, ma siamo stati noi i primi marchiati a ferro da questo nuova condizione…



E così io che rimprovero i miei genitori di non capire tale condizione di precariato…e loro hanno più di 50 anni; ci sono poi i quarantenni che semmai hanno iniziato a lavorare presto e in categorie protette che neanche riescono a capire, i trentenni che anche non volendo, oltre che non potendo, non escono dalle briglie familiari li accuso di vivere nell’incosapevolezza…io poi mi ritrovo a essere tacciata di non capire!!



Mi sento male…la vostra tendenza interinale (che si chiama così non a caso) trema e soffre…per i reumatismi della vecchiaia…dato che sono vecchia a questo punto…ma specie trema per l’indignazione, per questa guerra tra poveri.

E anche perché, se lui mi vede così distante dalla sua vita, dopo questa considerazione l’ho capito, mi sa che non posso proprio provarci! Forse ci proverà lui con me tra qualche anno per approfittare della mia cospicua pensione: magari!!! Avere lui e la pensione…questa sarebbe una vecchiaia decente!!




Un ventenne integrativo per tutti!!

giovedì, 09 aprile 2009

...

“…ieri sono arrivato a L'Aquila. sono riuscito a prelevare mio padre e mia sorella, dopo ore di convincimento. non volevano mollare. per loro tutto il mondo era crollato. la compagna di mio padre è rimasta comunque li, nel deserto, da sola. li ho sistemati a casa di un mio amico (mio padre era preoccupato perchè arrivava a mani vuote)”



(da una testimonianza su Facebook)

lunedì, 30 marzo 2009

Cinema indipendente....

Le vie del cinema indipendente sono infinite...è appena uscito nei cinema il film di Marco Risi "Fortapasc" che racconta la storia del giornalista Giancarlo Siani ucciso dalla mafia del 1985 a 25 anni. L'uscita del film firmato da un regista abbastanza impegnato come Risi che ha firmato nel lontano 1991 "Il muro di gomma" sulla tragedia del DC9 precipitato ad Ustica (che ancora adesso fa venire le lacrime di rabbia...nel rivederlo), oltre che rivangare la vicenda di Siani, ha messo in moto un altro fenomeno particolare. Nel 2003 è stato girato sulla stessa vicenda un altro film: "E io ti seguo" dal regista napoletano Maurizio Fiume con come protagonista l'attore salernitano Yari Gugliucci (e scusate il campanilismo), ebbene quest'opera non ha avuto una grande distribuzione, era un film indipendente che ha vinto molti premi anche all'estero ma che al cinema in Italia hanno visto in pochi. Ebbene con l'uscita del nuovo film di Risi, anche questo film ha ricevuto una nuova attenzione e pubblicità. E forse troverà qualcun'altro che se interesserà e lo vedrà (cercate le immagini su You tube, e richiedete il dvd se volete a info@chiaiamagazine.it). Le vie del cinema sono infinite. Nessun film su una vicenda, due film sulla stessa vicenda di cui si parla negli stessi giorni. Si fa del bene all'informazione, e forse un po' anche al cinema.




postato da: trendinterinale alle ore 13:07 | link | commenti (1)
categorie: cinema, lavoro, napoli, desideri, progetto, offerta